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Venti di Crisi sulle Aziende Europee

Venti di crisi sull’andamento dei consumi e sul credito alle imprese

Venti di Crisi sulle Aziende Europee. Qualità del credito e sentiment delle imprese: soffiano venti di crisi sul sistema imprenditoriale, italiano ed europeo. Questo emerge da alcune analisi, come quella del Consiglio di vigilanza bancaria della Bce e di Confcommercio.

Il sistema bancario europeo e la crisi delle imprese
Preso complessivamente, il sistema bancario dell’area euro è ben capitalizzato e le prospettive macroeconomiche stanno migliorando di pari passo con la ripresa della congiuntura mondiale. Ma non tutto è oro quel che brilla: le insolvenze delle aziende della zona euro sui prestiti bancari stanno infatti cominciando ad aumentare. L’allarme è del Consiglio di vigilanza bancaria della Bce, che sottolinea l’impatto sulla qualità del credito. Alcuni indicatori della qualità dei prestiti, come i crediti oggetto di concessioni da parte del creditore o quelli ‘stage 2’, secondo l’organismo europeo, mostrano un lieve peggioramento nel primo e nel secondo trimestre di quest’anno. Altro dato è appunto quello delle insolvenze, che stanno aumentando leggermente.

L’analisi di Confcommercio sulle prospettive dei consumi
E se lo scenario del credito è questo, non molto meglio va sul fronte del sentiment di famiglie e imprese. La fotografia emerge da un’indagine di Confcommercio, in collaborazione con Metrica Ricerche, sul sentiment degli ultimi mesi del 2021. I risultati non lasciano ben sperare: le imprese sono più ottimiste (42,7%) delle famiglie (24,3%). È vero che l’approccio degli imprenditori è ispirato da una maggiore predisposizione agli investimenti (in aumento per uno su tre del campione intervistato) e quindi da un miglioramento della propria attività (61%). Bisogna però tener presente che è proprio dal comportamento delle famiglie rispetto ai consumi (beni di prima necessità, ma anche viaggi, vacanze e tempo libero) che dipende l’andamento della domanda. Otto nuclei intervistati su dieci ad esempio dicono di temere un possibile calo dei redditi e dei risparmi (68,5%). Risultato: le previsioni sui consumi sono sostanzialmente stabili (75,5%) e a farla da padrone è una maggiore prudenza rispetto a viaggi, vacanze, tempo libero.

La fiducia delle imprese svilita dai timori delle famiglie consumatrici
Perché l’economia marci davvero spedita, la fiducia di chi produce deve andare di pari passo alle buone prospettive di chi consuma. Dal confronto disegnato da Confcommercio appare chiaro che le due curve non sono sovrapponibili: interrogate sulla ripresa economica, le famiglie indicano nel 29% di avere una fiducia molto o abbastanza bassa, contro il 7,1% delle imprese. La maggioranza teme ancora grande incertezza (50,2% per le imprese, il 46,7% per le famiglie) mentre ad essere ottimiste sul breve futuro sono il 42,7% delle imprese contro il 24,3% delle famiglie.

La zavorra del Fisco e il calo dei redditi sul cammino della ripresa
A non far dormire sonni tranquilli a imprese e famiglie sono diverse preoccupazioni: in cima,  l’aumento delle tasse. Segue il rialzo dei prezzi e il timore della perdita del posto di lavoro. E ancora: la situazione sanitaria e il calo dei redditi. Fattori che accomunano tanto i cittadini quanto i titolari di impresa. Per questi ultimi, si aggiunge alla lista il rincaro dei prezzi delle materie prime.

Pesa poi l’andamento dei redditi e il conseguente calo dei consumi. Per l’80% delle famiglie, infatti, i redditi sono stabili o in calo, solo il restante campione indica una crescita. Anche i risparmi sono previsti (68,5% del campione) in calo o stabili. Veniamo ai consumi: negli ultimi mesi dell’anno risentiranno di questi timori con prevalenza di stabilità nella spesa per beni e servizi, eccezion fatta per gli alimentari.

La crisi condiziona la spesa delle famiglie. E i fatturati delle imprese
A essere penalizzate maggiormente da questo atteggiamento delle famiglie, ispirato alla cautela, le imprese del comparto turistico, vale a dire viaggi e vacanze, i cui consumi sono previsti in contrazione del 29%, quelle del tempo libero (spettacoli, concerti, partite allo stadio con -24,5%) e l’acquisto di auto e moto (-24,6%). I negozi tradizionali segnano un calo del 4% e particolarmente penalizzati appaiono gli acquisti nelle grandi catene (-9,1%) e nei centri commerciali (-11,3%).

Non aspettare che sia troppo tardi per affidarti agli esperti
Molte imprese dei settori duramente colpiti dall’emergenza Covid-19 ancora fanno i conti con una crisi in molti casi irreversibile. Affidati agli esperti di SOSAzienda® per trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze: la strada migliore potrebbe essere chiudere l’attività e rimettersi sul mercato con competenze e know how, evitando di finire nella black list dei cattivi pagatori. Il rischio delle aziende gravemente in crisi è infatti la segnalazione in Centrale Rischi di Bankitalia, ovvero l’esclusione da qualsiasi possibilità di avere credito dagli istituti bancari. E ancora: ti aiuteremo a capire se e come aprire una sede all’estero, cedere l’azienda e districarti nella giungla della burocrazia e del fisco.
“Venti di Crisi sulle Aziende Europee”

 

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