SOSAzienda®

SOSAzienda marchio registrato da gruppo Capitali e Idee Bv Filing number 007320583 la violazione del marchio comporterà una azione penale e civile senza alcun preavviso a carico dei soggetti coinvolti.

Dal 1997 opera in Italia nel campo della Consulenza Aziendale è un marchio registrato. Ci occupiamo di aziende in crisi perché vogliamo che l’Imprenditore sia sempre in grado di portare il suo contributo all’economia anche nei momenti difficili. Crediamo nella Serietà e Professionalità contattaci e parla con noi.

Tel. 02 82954300

Stretta del Credito

Stretta del credito e crisi d’azienda nella fotografia della Cgia di Mestre
Oltre 176mila imprese segnalate nella Centrale Rischi della Banca d’Italia rischiano la bancarotta: a denunciarlo è la Cgia di Mestre, sottolineando come le imprese in sofferenza si trovino soprattutto nel Sud del Paese, in particolare nelle grandi aree metropolitane, tra cui compaiono però anche Milano e Torino. Insomma non mancano le grandi città, senza distinzioni territoriali. L’allarme interessa società non finanziarie e aziende a gestione familiare segnalate dalle banche nella black list degli insolventi. In gergo, i “cattivi pagatori”.

La fotografia della crisi scattata dagli artigiani di Mestre
Se dal nazionale si zooma sulle realtà provinciali, emerge chiaramente come il numero più elevato di imprese segnalate come insolventi si concentri nelle grandi aree metropolitane: Roma, Milano, Napoli e Torino. Alla fine del terzo trimestre dell’anno, segnala la Cgia, erano le aziende romane a contendersi il triste primato, con 13.310 casi. La medaglia d’argento va poi a Milano, dove si sfiorano le due cifre (9.931), a seguire Napoli con 8.159, Torino con 6.297, Firenze con 4.278 e Brescia con 3.444. Va meglio nelle province meno popolate, dove evidentemente la prossimità tra attività produttive e mondo finanziario incide sul giudizio di merito del credito. Si veda a questo proposito Belluno, con 360 aziende segnalate alla Centrale Rischi, Isernia (333), Verbano-Cusio-Ossola (332) e Aosta (239).

La crisi che scende a Sud e la trappola dell’usura
Passando in rassegna i dati per ripartizione territoriale è chiaro che l’area più a rischio sul fronte della segnalazione in Centrale Rischi è il Sud: è qui che si conta una quota di aziende in crisi pari al 32,9% del totale (57.992). Segue il Centro, con 44.854 imprese (25,4% del totale), il Nordovest con 43.457 (24,6% del totale) e infine il Nordest con 30.070 (17% del totale).

Dietro l’angolo dell’insolvenza c’è purtroppo il fenomeno dell’usura. I dati sono viziati dal sommerso, visto che non tutti quelli che cadono nell’usura sporgono denuncia all’Autorità giudiziaria. Quel che si può rilevare dall’analisi della Cgia è che dopo la forte contrazione registrata tra il 2016 e il 2018, le denunce stesse sono tornate a crescere. In termini assoluti il dato è di molto inferiore alle punte registrate nella prima parte del decennio scorso, ma l’anno della pandemia è da dimenticare: sono infatti il 16,2% in più, secondo il ministero dell’Interno, le denunce, pari a 222.

Le denunce per usura e truffa
Secondo la Cgia, l’anno scorso tra tutti i reati contro il patrimonio, le denunce per usura e le truffe informatiche sono state le uniche a registrare il segno ‘+’. Il mese di settembre è un mese caldo, e a rischio per tante aziende a corto di liquidità. Un tour de force fiscale, anche per via della ripresa dell’attività di riscossione e notifica di nuove cartelle esattoriali da parte del Fisco. Considerando anche il versamento delle rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio scadute il 31 luglio dell’anno scorso. Il 30 settembre è l’ultima delle diverse scadenze fiscali che si sono susseguite alla ripresa settembrina.

Le banche stringono la cinghia
La Cgia sottolinea poi come l’aumento dei prestiti alle imprese si sia esaurito. La denuncia è pesante, nell’ordine di 305,3 miliardi in meno erogati alle imprese, pari a una contrazione del 30%, negli ultimi dieci anni. Dopo l’introduzione delle misure emergenziali del Governo a marzo 2020, lo stock degli impieghi ha risalito la china, raggiungendo il picco massimo a novembre 2020, per poi iniziare una lenta discesa fino allo scorso mese di luglio. Insomma, il sostegno al credito per le imprese italiane si è esaurito.

Che cosa vuol dire finire nella Centrale Rischi e cosa fare per evitarlo
La segnalazione in Centrali Rischi di Bankitalia è una bollinatura che può costare molto caro alle imprese in crisi. E va assolutamente evitato. Vuol dire infatti non poter più accedere ad alcun prestito erogato da banche e intermediari, con il rischio di chiudere e non poter più riaprire. Ecco perché è molto importante riconoscere i segnali di crisi, prima che diventi irreversibili, affidandosi a un team di professionisti qualificati come quelli di SOSAzienda®. I nostri esperti ti accompagneranno a valutare la strada più adatta e indolore, per conservare know how e competenze e ripresentarti sul mercato con le carte giuste.

 

Stretta del Credito

SOSAzienda®
Chiama subito i nostri uffici

 

Salvare l’imprenditore dalle centrali rischi e fallimento

Crisi Impresa

Aziende Zombie Chi Sono e Come Salvarsi

Niente più scoperti sul conto corrente

Il trattamento dei creditori