Responsabilità amministratori verso la società: non si estende al rischio di impresa

La responsabilità amministratori nei confronti della società non riguarda il rischio di impresa; nel caso in cui non vi sia stata negligenza da parte degli amministratori, non c’è responsabilità per danni.

La sentenza a cui fare riferimento in tal senso è la n. 20844 del 2015 del Tribunale di Roma, relativa a un’azione di responsabilità avviata verso l’organo amministrativo di una società a responsabilità limitata. Anche i soci delle srl hanno la possibilità di esercitare le azioni di responsabilità nell’interesse della società, secondo quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 2476 del codice civile.

La sentenza del tribunale

Nell’affrontare questo tema, il Tribunale di Roma ha enunciato alcuni principi che riguardano la responsabilità amministratori e, in particolare, la diligenza che viene richiesta loro per non essere considerati responsabili.

Un insuccesso imprenditoriale rappresenta un rischio tipico delle attività di impresa, e di conseguenza non fa scattare la responsabilità di un amministratore in automatico. Serve, invece, la prova che gli amministratori abbiano agito senza la necessaria diligenza.

Usare diligenza vuol dire provvedere a tutte le verifiche necessarie e adottare le cautele del caso, ma anche mettere in atto i provvedimenti necessari, a tutela della società, per statuto o per legge. Inoltre la diligenza si concretizza nell’assumere le informazioni preliminari necessarie per prendere le decisioni di gestione più appropriate secondo il livello di approfondimento che in genere è richiesto.

I soci

I singoli soci sono legittimati a operare a beneficio dell’interesse della società, e inoltre hanno la possibilità di far valere il diritto soggettivo al risarcimento nel caso in cui provino l’esistenza di un danno diretto patito dal loro patrimonio personale a causa dell’operato degli amministratori. In ogni caso è necessario assolvere all’onere della prova e soprattutto dimostrare l’esistenza di un nesso di causalità fra il comportamento degli amministratori e il danno patito dal socio.

L’articolo 2476 del codice civile

Per la disciplina delle società a responsabilità limitata l’articolo 2476 del codice civile rappresenta una delle disposizioni più importanti. Esso riguarda in modo particolare aspetti fondamentali per le società a ristretta partecipazione.

L’articolo in questione non regola unicamente la responsabilità amministratori ma anche gli elementi essenziali del controllo dei soci, come per esempio la tutela giudiziaria e il diritto di controllo dei soci non amministratori, con i limiti relativi; senza dimenticare il diritto di consultare i documenti che riguardano l’amministrazione e i libri sociali, come pure quello di ottenere copie. I contorni di vari aspetti sono stati delineati in maniera più precisa dalla giurisprudenza: è il caso, per esempio, delle modifiche statutarie e della derogabilità della disposizione.

La responsabilità degli amministratori

Gli amministratori vengono ritenuti responsabili in base alle regole ordinarie per il danno diretto e immediato che la società patisce per effetto del loro inadempimento. Il danno che può essere risarcito include tanto il danno emergente quanto il lucro cessante. È compito della società dimostrare il danno emergente, cioè quello dovuto alle perdite patite, e il lucro cessante, cioè il danno che deriva dal mancato guadagno. È necessario determinare il danno, in ogni caso, non in funzione del risultato finale dell’esercizio ma sulla base della singola operazione. I soci di minoranza possono promuovere un’azione sociale di responsabilità se rappresentano almeno il 20% del capitale sociale, a meno che lo statuto non preveda una misura differente, che può essere più alta o più bassa. L’azione, in tutti i casi, viene esercitata nell’interesse sociale ma in nome proprio.

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