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La crisi delle aziende per l’emergenza pandemica, settore per settore

Segno negativo per i fatturati delle società: la fotografia scattata da Cerved nell’ultimo rapporto, caratterizzato dalla crisi pandemica, mostra tinte fosche. L’analisi è stata condotta su oltre 227mila bilanci aziendali depositati nel 2020 al Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio e mostra fatturati e redditività delle aziende italiane in calo. Non che i segnali di ripresa manchino, ma per toccarli con mano bisognerà attendere. Almeno fino alla fine dell’anno prossimo, quando i risultati saranno comunque inferiori al periodo pre-Covid.

Per le aziende più fragili, questa situazione può essere l’anticamera della crisi. A loro si rivolge SOSAzienda, con una consulenza ad hoc. Affiancati da un team di esperti, l’azienda potrà evitare l’iscrizione in Centrale Rischi e ripartire con una nuova attività sul mercato, senza perdere competenze e reputazione.

Fatturato e redditività: l’andamento per settori

Tutti i settori sono stati colpiti dal segno negativo, ma è l’industria ad aver messo a segno le riduzioni di ricavi più consistente (-8,7%), seguita dai servizi (-7,8%). Tengono le costruzioni, che nel 2019 avevano realizzato migliori risultati e la cui flessione è stata più contenuta (-4,4%).

Il valore aggiunto segue la scia del fatturato, con una flessione che, nel 2020, è lievemente più ridotto (dato medio: -10,1%). A essere più colpite restano le grandi imprese (-10,9%), mentre si registrano flessioni meno forti per le piccole imprese (-3,8%) e per le medie (-3,0%).

La lente sui diversi settori in crisi

Come già detto, l’edilizia si conferma essere il settore più in salute, sia per la riduzione del valore aggiunto inferiore al 3%, sia per gli incentivi del Superbonus che permetteranno una forte ripresa nei prossimi mesi. Calano invece, e a tassi che sfiorano le due cifre, i servizi (-8,1%), l’industria (-8,0%), l’energia e le utility (-23,2%).

La redditività lorda delle imprese è un segnale di allarme

In netta flessione anche la redditività lorda delle imprese italiane. L’andamento del margine operativo lordo (Mol) è la conseguenza del rallentamento dell’attività economica: la perdita, qui, è di oltre 18 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, vale a dire un calo del 20,3%. Le imprese con margini lordi negativi passano dal 13,7% del 2019 al 21,4% del 2020. A pagare un conto molto pesante, sotto questo aspetto, sono le piccole imprese, passate dal 14,5% al 23,0%. Seguono le grandi (dal 16,9% al 22,0%) e le medie (17,1% al 21,5%). A livello settoriale, i servizi passano dal 14,7% di imprese con Mol negativo al 23,3%, l’industria dall’11,5% al 19,0% e le costruzioni dal 9,9% al 15,1%. Una conseguenza di questa situazione è che è il rapporto tra Mol e fatturato (dal 9% all’8%).

Il calo del costo del lavoro

Il risultato della congiuntura sin qui illustrata è un aumento della quota di imprese che hanno chiuso il bilancio in perdita, che schizza mediamente dal 17,4% al 22,7%. Per le grandi imprese l’incremento risulta essere particolarmente evidente: era il 16,1% pre-pandemia e passa al 24,2%, mentre quello delle imprese di piccola dimensione passa dal 16,0% al 22,7%. Per le medie la tendenza è più contenuta (dal 17,2% al 21,2%). Un dato significativo, che sintetizza il ritorno atteso per gli investitori, è che la contrazione degli utili ha generato effetti negativi anche sulla redditività netta. I dati sul ROE, infatti, mostrano a livello complessivo un calo dall’8,3% al 6,6%. La flessione dell’indice è più marcata per le medie (dal 7,6% al 5,6%) e le grandi imprese (dall’8,9% al 7,0%) e più contenuta per le piccole (dal 7,2% al 6,2%).

L’analisi accurata per evitare una crisi irreversibile

In questa fase di grande incertezza sulla ripresa, che è per alcune imprese in atto, ma che non produrrà comunque effetti nel breve termine, un’analisi accurata per valutare un’eventuale situazione di crisi è particolarmente importante. Passi falsi, in una situazione di pregressa fragilità, possono essere infatti irreversibili e portare a situazioni di indebitamento. Con l’inevitabile conseguenza di finire nella black list dei cattivi pagatori e conseguente segnalazione nella Centrale Rischi.

Gli esperti del team di SOSAzienda sono al fianco di queste aziende, per sostenerle in un percorso di risanamento completo e di rilancio dell’attività sul mercato.

 

 

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