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Il trattamento dei creditori

Il trattamento dei creditori – Il soddisfacimento dei creditori è uno degli obiettivi che si conseguono attraverso la procedura di liquidazione. Un’importante classificazione, nell’ambito delle procedure concorsuali tra cui rientra la liquidazione è in base alla finalità: da un lato infatti troviamo le procedure concorsuali che termineranno nella dissoluzione della società, dall’altro quelle che avranno come scopo la conservazione della stessa. In quest’ottica le procedure saranno orientare al recupero e alla riorganizzazione dei complessi produttivi, in particolare nell’ottica di una successiva cessione a terzi.

Par condicio creditorum

La par condicio creditorum è uno dei principi di fondo che disciplinano le procedure concorsuali. In base a questo principio si sancisce la parità di trattamento dei soggetti che vantano un credito con la società in liquidazione, al momento in cui viene aperta la procedura. La legge prevede che tutti siano soddisfatti nella medesima proporzione rispetto al patrimonio liquidato. Il principio della par condicio creditorum è sancito nel Codice Civile, laddove si prevede che “I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione. Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno e le ipoteche” (art. 2741). In virtù di questo principio si spiegano anche alcuni importanti precetti che orientano queste procedure: è il caso del divieto delle azioni esecutive individuali, dal momento dell’apertura della procedura, come quello delle regole per la ripartizione dell’attivo e di alcune caratteristiche del sistema delle revocatorie concorsuali, tanto per citare alcuni esempi.

Il progetto di ripartizione dei crediti

Complessivamente considerati, i crediti costituiscono la massa passiva. Nella definizione dei debiti della società in liquidazione da saldare, la legge prevede che si tenga conto anche di quelli non ancora giunti a scadenza: verranno considerati scaduti in corrispondenza con la data di apertura della procedura di liquidazione. In questo caso, il corso degli interessi resta sospeso, a meno che non si tratti di crediti garantiti.

I crediti prededucibili

Prima di procedere alla descrizione delle tre diverse categorie di crediti, è bene fare un passaggio sui cosiddetti crediti “prededucibili”: con questa definizione ci si riferisce a quei crediti che nel corso della liquidazione devono essere liquidati al di fuori del riparto dell’attivo. Questa disciplina si basa sul presupposto che alcuni crediti, come le spese e i debiti per portare avanti la procedura liquidatoria, non possano subire la falcidia cui sono sottoposti gli altri, anche se sorti precedentemente. Il patrimonio del debitore da ripartire sarà dunque quel che residua dal pagamento dei crediti prededucibili, cioè sottratti ex ante dall’attivo disponibile.

I creditori privilegiati

Senza considerare la suddetta categoria dei crediti prededucibili, la legge definisce tre categorie di creditori, risultanti tali al momento della ripartizione dell’attivo: i creditori privilegiati, cioè titolari di un diritto di prelazione, i creditori chirografari e i creditori subordinati.

I creditori privilegiati, titolari di diritto di prelazione, verranno chiaramente soddisfatti prima degli altri e per l’intero ammontare del credito. Le cause legittime di prelazione sono quelle individuate nel già citato art. 2741 del Codice Civile. Sono tali i creditori privilegiati in senso stretto, siano essi speciali o generali, i creditori pignoratizi e i creditori ipotecari. Quella dei creditori privilegiati non è solo una questione di status, da definire al momento della ripartizione dell’attivo. La legge attribuisce una disciplina speciale che va oltre questa fase.

L’ordine di soddisfazione dei creditori privilegiati

La legge stabilisce che i creditori ipotecari, pignoratizi o titolari di altri privilegi facciano valere la prelazione sul prezzo dei beni vincolati tanto per il capitale, quanto per gli interessi e le spese. Che cosa succede se l’attivo residuo non sia sufficiente a soddisfarli interamente? La legge stabilisce che in questo caso i creditori privilegiati concorrano, con i chirografari, nella ripartizione della restante parte.

I creditori chirografari

I creditori chirografari verranno soddisfatti dopo i titolari di diritto di prelazione e in ogni caso in base al criterio della proporzionalità: ciò vuol dire che ogni creditore verrà soddisfatto nella medesima percentuale e quindi non per l’intero importo di quanto vantato. Il principio della par condicio creditorum, che vale per tutte le categorie prese in esame, ben si applica a questa categoria di creditori: essendo soddisfatti secondo il suddetto principio di proporzionalità, sarà garantita una distribuzione omogenea delle perdite tra gli aventi diritto sul patrimonio della società in liquidazione.

I creditori subordinati

I creditori subordinati, detti anche “postergati”, o “antiprivilegiati”, saranno soddisfatti solo una volta pagati interamente i chirografari, e naturalmente i privilegiati e prima ancora i prededucibili. Che cosa rimane da fare ai creditori subordinati, che non abbiano potuto recuperare alcunché perché soddisfatte prioritariamente le altre categorie cui la legge attribuisce priorità? Una volta chiusa la procedura di liquidazione, questi creditori potranno esercitare azioni esecutive individuali nei confronti del debitore su eventuali beni sopravvenuti.

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