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Codice della Crisi di Impresa: le nuove norme slittano all’anno prossimo

È stata rinviata al 16 maggio prossimo l’entrata in vigore di gran parte delle norme contenute nel Codice della crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.
È del 24 agosto infatti la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. n. 118/2021 che rinvia ancora una volta l’entrata in vigore delle norme che disciplinano le ultime fasi di vita dell’impresa e introducono lo strumento della “composizione negoziata della crisi”. Un nuovo istituto pensato come ausilio alle imprese in difficoltà e finalizzato al loro risanamento.
Il decreto risponde alla necessità di prevedere misure di supporto alle imprese, quanto mai necessarie per superare le difficoltà legate all’emergenza pandemica.

Le norme operative
In particolare il decreto prevede il rinvio al 16 maggio prossimo dell’entrata in vigore di gran parte delle norme contenute nel Codice della crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14). Le date previste inizialmente per l’entrata in vigore delle nuove norme erano, originariamente, il 15 agosto 2020, data successivamente prorogata al 1° settembre 2021 dal Decreto liquidità (art. 5, comma 1, decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23). Restano, invece, operative le norme di cui al comma 2 dell’art. 389 del Codice della crisi d’Impresa. È il caso delle disposizioni di riforma del Codice Civile entrate in vigore a marzo 2019 riguardanti – tra le altre cose- gli assetti organizzativi societari, le modifiche alla governance delle srl, la responsabilità degli amministratori e la nomina degli organi di controllo.

L’oggetto del rinvio
Viene rinviata al 31 dicembre 2023 l’entrata in vigore delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi (principale novità del nuovo Codice della Crisi). La ratio del rinvio è di garantire il buon funzionamento dei nuovi istituti che rischiava di essere compromesso per via delle difficoltà incontrate dalle imprese dovute all’emergenza sanitaria. C’è infatti da considerare che il sistema dell’allerta è stato concepito nell’ottica di un quadro economico ordinario, caratterizzato da un sistema di imprese sane, per poter concentrare gli strumenti predisposti a supporto delle imprese in crisi. La proroga permette, inoltre, agli organi di controllo delle imprese in temporanea difficoltà d’innescare percorsi alternativi di risanamento. Questi organi di controllo, secondo i termini previsti prima della proroga, avrebbero dovuto prontamente attivare gli organismi di composizione della crisi d’impresa (Ocri) già a partire dallo scorso 1° settembre.

La composizione negoziata della crisi
A partire dal prossimo 15 novembre viene introdotto l’istituto della “composizione negoziata della crisi”: un nuovo strumento di ausilio e di risanamento destinato alle imprese in difficoltà. È un percorso di composizione esclusivamente volontario e caratterizzato da assoluta riservatezza. All’imprenditore si affianca un esperto, terzo e indipendente, con specifiche competenze per agevolare le trattative con i creditori, necessarie al risanamento dell’impresa. L’operatività del nuovo strumento prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale le cui caratteristiche saranno definite con decreto dirigenziale del ministero della Giustizia.

 

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